john lennon

John Lennon: ‘Give peace a chance’

07 Dicembre 2020

«Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito e io dissi loro che non avevano capito la vita.»

Quel bambino che cercava la felicità è diventato uno dei più importanti cantanti della storia della musica internazionale: John Lennon.

Trascorre la sua infanzia a Liverpool, dove vive insieme alla madre – unico punto di riferimento genitoriale dal momento in cui suo padre li abbandona – e poi con zia Mimi. È lei a regalargli la prima chitarra e a sostenere la sua passione, anche ripetendogli sempre “la chitarra va bene John, ma non ti darà mai da vivere”.

Tutta la gioventù si riassume in continue manifestazioni di ribellione: l’indole buona dell’infanzia è ora soffocata dal ribollire di un animo inquieto.

Alla fine degli anni Cinquanta fonda la sua prima band, i Quarry Men, da cui prenderanno forma i Beatles con la formazione storica composta da John insieme a Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison. La loro personalità è unica e magnetica e il loro arrivo segna una rivoluzione musicale senza precedenti.

John lennon e Paul McCartney nel 1964

L’incontro con Yoko Ono e le lotte pacifiste

Dopo qualche anno, i primi attriti interni dovuti alle incomprensioni con gli altri componenti del gruppo iniziano a farsi sentire. Conosce Yoko Ono e la rottura con la band diventa inevitabile: John Lennon cambia la sua visione della vita e si trasforma da icona internazionale del pop a simbolo di pacifismo, con i suoi ripetuti appelli contro la guerra.

Il suo primo brano di solista ha una risonanza incredibile: Imagine” è un vero inno alla pace, un messaggio di fratellanza indirizzato al mondo intero.

Ma non è solo attraverso la musica che risulta evidente il suo contributo per un’idea di pacifismo globale: memorabile la provocatoria campagna “Bed-In”, che vede la coppia Lennon-Ono in pigiama nel letto matrimoniale del Queen Elizabeth Hotel di Montreal per giorni, rilasciando interviste e dichiarazioni per dare una “possibilità alla pace” in maniera simbolica e inconsueta.

bed-in protesta pacifista john lennon yoko ono

La potenza del loro messaggio, le amicizie con le Black Panthers, la partecipazione alle proteste pacifiste in un periodo critico per gli USA impegnati nel conflitto con il Vietnam, arrivano a innervosire anche Richard Nixon. Il Presidente decide addirittura di mettere la coppia sotto osservazione, chiedendo il supporto dell’FBI per montare un’accusa valida per espellere Lennon dal Paese e per ostacolare il rinnovo della sua green card. Dopo anni di battaglie legali è però l’artista a vincere la causa.

Passano gli anni e arriva l’8 dicembre 1980. Quel giorno di quarant’anni fa la vita di John Lennon viene spezzata davanti all’ingresso della sua casa a New York per mano di un fanatico.

Che cosa avrebbe potuto fare ancora John Lennon? Non ci è dato saperlo. Ciò che ci ha lasciato è un inestimabile esempio di pacifismo e di lotta per i diritti dei più deboli. In qualità di artista e di individuo, ha scelto di farsi portavoce non di fazioni politiche bensì di diritti essenziali: una lezione di grande valore, oggi più che mai attuale. 

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