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Helmut Newton, il genio ribelle della fotografia del Novecento

28 Settembre 2020

Provocatorio, trasgressivo, controverso: il suo stile fotografico è stato descritto con gli aggettivi più svariati nel corso della sua pluridecennale carriera ed è per questo motivo che la sua opera ha avuto la capacità di lasciare un’impronta indelebile nel mondo del fashion.

Quest’anno si celebra un anniversario speciale: sono trascorsi 100 anni dalla nascita di Helmut Newton, il fotografo geniale che ci ha dato l’opportunità di osservare la moda con uno sguardo differente.

La moda è stato il mio primo desiderio, sin da ragazzo.
E, ovviamente, volevo diventare un fotografo di Vogue.

In copertina: Helmut Newton, Alice Springs

La sua storia comincia a Berlino nel 1920, quando nasce con il nome di Helmut Neustädter da una famiglia ebrea benestante. La fotografia lo appassiona fin da giovanissimo e lo spinge a soli 16 anni a intraprendere un apprendistato presso lo studio di Yva, una delle più importanti rappresentanti della fotografia di moda del Paese.

Nel 1938 il regime nazista lo costringe a fuggire dalla Repubblica di Weimar. Decide diintraprendere un lungo viaggio: prima Singapore, poi l’Australia, che a pochi anni dal suo arrivo gli regala l’incontro con June Browne. L’attrice e fotografa, conosciuta nel mondo dell’arte come Alice Springs, diventa ben presto l’amore della sua vita nonché la sua più fidata partner sul lavoro. È con lei al suo fianco che percorre la strada del successo, affrontando con orgoglio e acuta fierezza le critiche di cui è sommerso durante tutta la sua carriera.

Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione

Il 1961 è l’anno di svolta. Il trasferimento con June a Parigi e l’inizio della collaborazione con Vogue Paris segnano l’inizio del successo internazionale di Newton.

Attraverso la macchina fotografica il suo sguardo dà vita a scatti che sfociano con evidenza nel voyerismo. La grande passione per i nudi femminili e i forti richiami al sadomasochismo rendono il suo approccio alla moda un vero e proprio atto ribelle e controcorrente. Ma se da un lato la sua arte viene considerata irriverente, dall’altro ha la capacità di rappresentare la fervente voglia di rivoluzione che attraversa tutti gli anni Sessanta.

Da questo momento in poi le riviste e gli stilisti più in voga del mondo non fanno altro che contendersi l’obiettivo fotografico di Helmut Newton.

Scatto per editoriale Vogue, Helmut Newton

La fotografia di Helmut Newton […] sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi, apportando eleganza, stile e voyeurismo nella fotografia di moda

Matthias Harder, curatore dell’esposizione al GAM di Torino
Catherine Deneuve, 1976, Helmut Newton

Il corpo nudo delle modelle viene messo in primo piano ancor prima dei capi degli stilisti. Fanno eccezione alcuni accessori da cui Newton è fortemente ossessionato, come le pellicce, i tacchi alti e i collant trasparenti, che mettono ancora una volta l’accento sul fanatismo newtoniano per gli elementi fetish.

A partire dagli anni Settanta l’opera di Helmut Newton si arricchisce con inediti ritratti di personaggi celebri: Claudia Schiffer, Gianni Agnelli, Gianfranco Ferré e Catherine Deneuve sono solo alcuni dei volti che il grande genio sceglie di ritrarre nel corso degli anni.

Alcuni di questi scatti sono oggi visibili al GAM di Torino, dove fino all’8 novembre 2020 saranno esposte 68 fotografie in una mostra che prende il nome di «Helmut Newton. Works».

Libri, mostre e collaborazioni con i più grandi nomi della moda, tra cui Yves Saint Lauren, Versace e Chanel, non stentano a fermarsi anche dopo l’attacco di cuore che lo sorprende nel 1970. Successivamente si trasferisce a Montecarlo e infine a Los Angeles, dove nel 2004 perde la vita in un incidente stradale.

Oggi, a distanza di cent’anni dalla sua nascita, Helmut Newton non può che essere considerato il più rivoluzionario fotografo che il XX secolo ci ha regalato per la sua capacità di interpretare la moda con una prospettiva nuova.

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